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Siamo nel mese del PRIDE che si sa, ormai non è più solo il simbolo della comunità omosessuale, il suo significato si è ampliato ed è diventato ancora più grande, ora quando si parla del PRIDE si parla della lotta alla discriminazione e al razzismo, si lotta affinché ciascuno di noi possa sentirsi libero di essere ciò che è senza essere giudicato. Sento molto forte questo valore e cerco in tutti i modi di insegnarlo alle mie figlie: MAI GIUDICARE, niente e nessuno.

Purtroppo non è semplice, spesso lo facciamo e non ce ne rendiamo nemmeno conto, oggi, in qualità di web designer, vorrei tendere una mano ad un font, il Comic Sans, il font più discriminato della storia.

La nascita del Comic Sans

Il Comic Sans è un sans-serif casual script typeface, inventato nel 1994 da Vincent Connare, un giovane 34enne assunto da meno di un anno in Microsoft che disegnò in meno di tre giorni un font che potesse andar bene per un nuovo promettente software chiamato Microsoft Bob il cui protagonista e guida era un cane di nome Rover che parlava attraverso fumetti i cui testi erano scritti in Times New Roman, font troppo serio e incravattato per convivere con quello stile.

Il font disegnato da Connare però purtroppo non rispettava le griglie preimpostate di Microsoft Bob, così il suo utilizzo fu rimandato al successivo Windows 95. Questa fu la vera fortuna del Comic Sans, poiché Microsoft Bob fu un fallimento totale (The Times lo giudicò una delle 50 peggiori di sempre), mentre Windows 95, beh tutti sappiamo l’importanza che ha avuto nella storia di Windows…

Da lì in poi il Comic Sans divenne accessibile a chiunque e chiunque cominciò a farne uso, lo si trova dappertutto: sui biglietti di auguri, sugli inviti alle feste di compleanno dei bambini, ma anche sui cartelli nelle banche, nelle newsletter aziendali, insomma ovunque.

Alla domanda

“Perchè le persone hanno preso così in simpatia il Comic Sans?”

Connare risponde semplicemente:

“Perchè gli piace!”

Effettivamente il Comic Sans è caratterizzato da una leggibilità molto chiara e da uno stile informale che infonde serenità e buon umore, tuttavia è stata proprio la sua rapida ascesa e la sua enorme diffusione tra il grande pubblico a renderlo criticato e giudicato dagli esperti del settore.

La sua presenza nella storia

2010LeBron James lasciò i Cleveland Cavaliers per il Miami Heat creando una forte delusione per il fatto che lasciasse la sua città per andare a Miami, il più risentito di tutti fu Dan Gilbert, proprietario dei Cleveland Cavaliers, che scrisse una lunga lettera contro LeBron. Questa lettera divenne subito virale, non solo per il suo contenuto, ma soprattutto per il font che era stato usato per scriverla: il Comic Sans.

2011 – Fu scoperta la particella Higgs Boson. L’annuncio fece molto scalpore e divenne presto un importante trend di Twitter, ma non solo per l’enorme importanza della scoperta, quanto perché gli scienziati del CERN rivelarono al mondo il loro successi scientifici in un documento scritto proprio in Comic Sans. I designer erano indignati da quella scelta stilistica poco appropriata e non ci pensarono due volte a manifestare la loro indignazione su Twitter. Gli animatori della taiwanese NMA han perfino creato un video che raccontasse e deridesse la scelta degli studiosi.

2014 – Derrick Rose, e in seguito anche altre star dell’NBA, indossò in campo una maglia nera con la scritta “I can’t breathe!” come gesto di solidarietà nei confronti della famiglia di Erik Garner, l’uomo soffocato da un ufficiale di polizia Newyorkese il 17 luglio di quell’anno. La potenza di quella presa di posizione fu resa celebre non soltanto dal fatto che fosse portata avanti da personaggi del calibro di Kobe Bryant, LeBron James e Deron Williams, ma anche perchè il testo della maglietta era scritto in Comic Sans, di conseguenza andava a colpire l’interesse sia degli amanti dello sport che dei designer e degli esperti di stile.

Il momento della caduta

Nel 1999, Dave e Holly Combs due graphic designer di Indianapolis fondarono il movimento “Ban Comic Sans” poiché un impiegato aveva insistito a tutti i costi che venisse usato questo font nelle affissioni di un teatro per bambini.
Il loro intento era quello di sottolineare come ci fosse una totale mancanza di rispetto nella scelta della tipografia più appropriata per ogni progetto, in particolare per quelli che dovrebbero avere un tono più formale ed elegante. Tutto iniziò come uno scherzo tra colleghi ed un piccolo sito, ma si è rapidamente trasformato nel più grande movimento anti-font della storia.

Conclusioni

Piuttosto che criticare un font come il Comic Sans che ha fatto la storia, solo perchè ha uno stile giocoso e informale, impariamo ad esaltarne le qualità utilizzandolo nel progetti più adatti a lui e applichiamo queste regole in ogni caso della vita. Imparare a cercare tutto ciò che è bello e positivo nel prossimo è sicuramente più costruttivo di qualunque giudizio.

Carolina Leggiero

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