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Il tema dell’influencer marketing è estremamente di attualità e di questi tempi è diventata praticamente una priorità di business in ogni settore. 

Una volta c’era la pubblicità: immagini, sponsor e volti di personaggi famosi che ci erano familiari, attendibili, che il pubblico acclamava. In un epoca in cui i social network hanno preso il sopravvento e in cui le persone spiccano per i loro poteri persuasivi e trainanti, il tema si è esponenzialmente moltiplicato. 

La differenza tra Influencer e Testimonial è proprio questa: chi viene visto come una celebrità sembra recitarci un copione per convenienza mentre un influencer invece ci da un consiglio appassionato. La grande forza rimane senza dubbio quella di far entrare nella propria quotidianità i propri followers, condividere con loro ogni giorno i propri momenti di vita. 

Conosciamo tutti Chiara Ferragni (@chiaraferragni) e la sua incredibile forza trascinante che l’ha resa l’imprenditrice di fama mondiale che è. Ha sempre avuto tantissima presa sul suo pubblico e tutti quelli che all’inizio non erano convinti al 100%, poi si sono ricreduti, ed io mi metto in poleposition. La percezione di genuinità vince anche sul migliore spot del mondo.

L’influencer marketing funziona

Stando ad uno studio di un azienda americana, lo stato dell’influenzer marketing ha profilato uno scenario nuovo: crescevano le aziende che intendevano collaborare con un “content creator” e gli obiettivi oltre ad essersi modificati, sono cresciuti. Prima ci si appoggiava agli influencer solo per l’awarness, ora anche agli aumenti di conversioni o lead-generation. Il tasso di soddisfazione dei brand è aumentato del 67% in pochissimo tempo, con una curva in continua crescita. Col passare del tempo, però, abbiamo assistito ad una modifica dei comportamenti tanto dei brand (molto più esigenti) che degli utenti, sempre più attenti al percepito: era auspicabile che succedesse.

Ricordate: un contenuto poco autentico, converte poco!

Alle porte del 2020 gli utenti hanno imparato a proteggersi a tal punto da disdegnare qualsiasi tipo di vendita palesemente nascosta.

Fu un atteggiamento così radicato da aprire le porte ai nano e micro influencer perché rappresentano il volto dell’influencer marketing più vicino e affine agli utenti. Il loro essere così simili alle persone a cui si rivolgono li rende affidabili, familiari, ma soprattutto credibili. 

Case history

I social, a differenza di ogni altro canale di comunicazione, non hanno costi di ingresso, per cui sono accessibili a business con ogni capacità di investimento. E spesso le idee contano più dei budget. 

Qui di seguito vi presenterò due aziende che hanno scommesso su Instagram, portando a casa risultati sorprendenti, da cui potete prendere ispirazione. Successivamente, la storia di Giulia Valentina, imprenditrice italiana, influencer e Blogger.

1. Bukalapak

Il marketplace indonesiano è una piattaforma che permette a chiunque di comprare o vendere prodotti nuovi o di seconda mano, in qualsiasi settore, dall’abbigliamento all’elettronica. Per raggiungere il target più giovane, che utilizza soprattutto il mobile, il brand ha scelto di utilizzare Instagram. La sua prima campagna è durata un paio di settimane, sfruttando prevalentemente il formato video e un tono di voce ironico, prendendo spunto dalla cultura pop indonesiana. La call-to-action invitava a scaricare l’app di Bukalapak.Grazie all’analisi degli insight, l’azienda è riuscita a diminuire del 39% il costo per ogni click che portava all’installazione dell’app. In quindici giorni la campagna ha raggiunto oltre 31 milioni di persone, aumentando l’awareness del brand. 

In questo caso l’idea da cui prendere spunto è la costruzione del messaggio, interamente focalizzata sul target: identificate chi vi interessa raggiungere, studiate i suoi interessi, i suoi desideri, i suoi miti. Questo vi permetterà di ottenere più risultati, ottimizzando gli investimenti.

2. Framebridge

Questa compagnia ha reinventato il mercato delle cornici personalizzate, attraverso un’app che permette di scegliere e ordinare il proprio prodotto direttamente da mobile. Se Framebridge ha le cornici, Instagram è la più grande risorsa al mondo di foto che non aspettano altro che essere inquadrate! La scelta di utilizzare questo canale è stata naturale, originale e intelligente. L’obiettivo era aumentare l’awareness del brand e creare clienti fidelizzati. Per farlo Framebridge ha realizzato una campagna targettizzata su diversi tipi di audience, accumunati dal fatto di stare vivendo un evento importante, ricco di momenti da incorniciare: il matrimonio o l’acquisto di una nuova casa. La campagna ha segnato una diminuzione del costo acquisizione cliente del 71%.

L’ispirazione da cogliere: pensate in modo creativo quando targettizzate le vostre campagne, specialmente su Instagram. Le persone amano condividere e commentare emozioni, più che prodotti. 

3. Giulia Valentina

Laureata in economia, amante spassionata degli animali, ama follemente viaggiare, tanto da organizzare un road trip in America, dove inizia a consolidare il suo pubblico su Instagram. La sua prima apparizione in pubblico la fa in un videoclip di Fedez e subito dopo diventa una firma di Grazia.it e successivamente diventa il volto della campagna di Sisley. Giulia Valentina è una forza della natura, simpatica ed autoironica accompagna sempre le mie serate perchè la mia dolce metà ne è follemente innamorata, e come biasimarla? Giulia è l’esempio vivente di come una persona genuina ed intelligente possa innanzitutto trasformare qualcosa che noi tutti facciamo per “passare il tempo” nel proprio lavoro. Inoltre, non sponsorizza solo capi di moda e creme, ma è l’esempio di come l’influencer marketing possa non solo vendere ma dare dei contenuti di qualità facendo acquisire informazioni nuove e rendendo più consapevoli su tante tematiche. Quest’anno ha partecipato a due campagne importanti: per Anlaids per la lotta contro l’AIDS, il volto dell’influencer è apparso sul progetto grafico della campagna, ma non è stata questa la chiave dell’efficacia del coinvoglimento dell’infuencer. Giulia, nella settimana della prevenzione contro l’HIV, ha acquistato il kit per il test in farmacia e ha registrato delle Stories in cui spiegava il suo funzionamento e l’importanza di effettuarlo. A seguito di questo messaggio, trasmesso nella propria quotidianità e senza trattarlo come un tabù, numerosi follower hanno trovato il coraggio di sottoporsi al test.

É stata anche testimonial di Ieoccm, per la quale partecipa ad eventi e aste. I principali contenuti realizzati per questa associazione sono 4 interviste ai capi reparto polmone, dermatologia, ginecologia e senologia, per spiegare ai propri follower cosa significa fare prevenzione.

Tutto ciò dimostra che IG è una piattaforma di fondamentale importanza per il marketing e per lo svago degli utenti, ma ha la capacità di veicolare anche messaggi fondamentali riguardanti la nostra vita, il nostro pianeta e il nostro futuro.

Dalila Montedoro

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